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| NEWS:
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6a GARA TE LA FUCAZZA.
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BONIFICA SITI OGGETTO DI DISCARICHE ABUSIVE.
Si informa la cittadinanza che sono in atto gli Interventi di bonifica di siti del territorio comunale oggetto di discariche abusive da parte della ditta C.F. Ambiente con la seguente priorità:
- Vicinale Cimitero-Pozzino (tratto compreso tra la Via Foscolo e la S.S. 101 Salentina – pressi scuola materna Dragoni);
- Vicinale Chiancata (pressi "Neviera");
- Vicinale Ranti-Caredonne (intersezione Via Giò Piaci);
- Vicinale Portone S.Cesario (tratto tra la S.P. 367 e l'inizio della vicinale che porta alla masseria Capoccia);
- Zone Limitrofe Campo Sportivo;
Ulteriori zone di consistenza minore segnalate dai cittadini.
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Si avverte la cittadinanza che è in programma "CAMPAGNA DI DISINFESTAZIONE, DEBLATTIZZAZIONE E DERATTIZZAZIONE DEL TERRITORIO COMUNALE" per l'anno 2010.
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Convenzione tra il Comune di Lequile (LE) e l'Associazione di Protezione Civile – denominata "NOVER".
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Progetto per l'Ampliamento di un Complesso ricettivo "Villaggio Albergo" con Centro Benessere – Cosvedil srl – S.P. 125 – (Variante al PRG ai sensi D.P.R. n.447/98, come sostituito dal D.P.R. 7.12.2000, n.440)
Nuova Convocazione Conferenza dei Servizi ai sensi dell'art.14 ter della legge 241/90 e ss.mm.ii.
. Si rende noto che, ai sensi del comma 1 dell'art. 5 del DPR 447/98 e ss.mm.ii. è convocata Conferenza di Servizi presso la Sede Comunale Ufficio Tecnico per il giorno 18 marzo 2010 alle ore 10,00.
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Regolamento per la realizzazione di impianti fotovoltaici di potenza superiore a 20 kW, da istallarsi nelle zone tipizzate agricole del territorio comunale.
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ORDINANZA N° 149 /2009: Provvedimenti contingibili ed urgenti per fronteggiare l'emergenza derivante dal mancato ritiro degli imballaggi in vetro (Codice CER 150107).
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ORDINANZA N° 135 /2009: Allacciamento scarichi utenze private alla rete di fognatura
nera comunale a servizio dell’abitato di Lequile (LE).
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Progetto per la realizzazione di un complesso ricettivo "Centro benessere" prospiciente la S.S. 664, su terreno di proprietà Cosvedil s.r.l., in catasto al foglio 25 p.lla 79, previa variante al P.R.G. ai sensi del D.P.R. 447/98 come sostituito dal D.P.R. 440/00.
Convocazione Conferenza dei Servizi ai sensi dell'art.14 ter della legge 241/90 e s.m.i. introdotto dall'art.17 comma 6 della L.127/97, sostituito dall’'rt.11 comma 1 della L.340/2000.
Si rende noto che, ai sensi del comma 1 dell'art.5 del DPR 447/98 e s.m.i., è convocata Conferenza di Servizi presso la Sede Municipale/ Ufficio Tecnico, per il giorno 28.07.2009 alle ore 10,00.
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Untitled Document
Nei tempi passati la vita domestica, sociale
e agricola era legata e a volte si faceva dipendere dalle feste o dagli avvenimenti
riguardanti la vita della Madonna e dei Santi; avendo presente i particolari
della loro storia e della loro testimonianza si coniavano numerosi detti e proverbi
che entravano a far parte della cultura popolare. Nel nostro paese si ricordano
in riferimento a San Vito alcuni detti.
1. "Sta rria lu Santu cu li stuali": si avvicina la
festa del Santo con gli stivali. San Vito, a partire dal '700, è raffigurato
con la tunica corta, propria de giovinetto romano, e con i tipici calzari dell'epoca.
La festa liturgica del 15 giugno coincide con un periodo stagionale che nel
calendario agreste dell'antico mondo mediterraneo aveva una particolare importanza,
legata all'arrivo dell'estate e soprattutto alla mietitura del grano. Si entra
nella costellazione del Cane, assai importante per i contadini. C'era la paura
dei pericoli causati dalla "canicola" che poteva distruggere la messe
e diffondere malattie infettive e contagiose.1 In questa stagione dai fenomeni
atmosferici dipendeva la qualità del raccolto e quindi il frutto di un
lungo e sudato anno di lavoro. Il solstizio d'estate coincideva con la festa
di San Vito che, avendo vicino a sé i cani (= canicola) veniva invocato
affinchè portasse buoni auspici e liberasse i campi dalla siccità
e da ogni pestifera devastazione.
2. "Te Santu Itu ogni fica cerca maritu" "Te Santu
Itu ogni fica ole lu mbruficu". Nell'approssimarsi della festa di San Vito,
il contadino appendeva alcuni profichi (= "li mbrufichi") ai rami
dell'albero di fico per facilitare il processo di impollinazione dal frutto
selvatico al fico commestibile. La possibilità di raccogliere abbondanti
fichi, frutti dolci da mangiare freschi, ma soprattutto da conservare per l'inverno,
dopo essere stati essiccati al sole e cotti al forno, era in quel tempo una
ricchezza. Sino ad alcuni decenni fa i fichi secchi erano un alimento molto
gradito, specie a colazione, per la loro dolcezza e per il potere nutritivo.
In tempi di guerra o di calamità una tasca piena di fichi secchi era
l'unico nutrimento per una giornata di lavoro con la pesante zappa.
3. 'Te Santu Itu 'ngira l'ulitu": a San Vito matura l'uliveto.
Nel mese di giugno l'agricoltore guardava l'albero d'ulivo e poteva fare i calcoli
sulla quantità di ulive che avrebbe potuto raccogliere in quell'anno.
Il frutto dell'ulivo infatti si liberava dell'infiorescenza ormai secca e si
presentava già come piccola uliva verde e lucente.
4. "Tamu lu pane allu cane te Santu Itu": "Diamo
il pane al cane di San Vito". Il pane, in passato, era considerato cibo
benedetto e si riteneva un peccato se si gettava tra i rifiuti; se cadeva per
terra subito si raccoglieva e si baciava prima di essere mangiato. Qualora fosse
immangiabile o si doveva forzatamente gettare non si faceva peccato se si "dava
al cane di San Vito", cioè in pasto al cane o altro animale da cortile.
5. "Santu Itu cu te raggia": "San Vito ti punisca
con la rabbia". E' una delle più gravi maledizioni che si chiedeva
a San Vito di far cadere su una persona nemica e odiata. Ovviamente San Vito
non ha mai ascoltato questa invocazione, perché lui è patrono
dei cani, dal cui morso rabbioso difende i suoi fedeli. Però sappiamo
che la rabbia era dovuta al morso del cane idrofobo oppure della serpe o alla
puntura di altro insetto velenoso, (per es. ragni, scorpioni), e procurava al
morsicato indicibili dolori ed un incomposto e frenetico agitarsi del corpo.
Per cui volendo del male a una persona si inveiva contro l'avversario affinchè
soffrisse i gravi dolori provocati dalla rabbia.
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