La storia nei fatti Stampa
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Era il 1958, forse 1959, vado a memoria, un evento eccezionale coprì l’intera provincia: Amintore Fanfani ( carneade, chi era costui?) a Lecce per inaugurare il Quartiere Santa Rosa, avveniristico all’epoca. Oggi, basta percorrerlo, superfluo qualsiasi commento ! Fine anni ottanta, Lequile, folgorata dal “ nuovo”. Fontane arabescate dopo largo San Francesco-attuale piazzetta Padre Pio- e largo chiesa San Vito, addobbate da psichedeliche luci, zampilli d’acqua. Appena qualche mese, tutto distrutto : impianto illuminante ed idrico, comprese le migliaia di pietruzze poste a mosaico. Attualmente, presso bar Parsifal, resta la sagoma circolare, colma di terra, con al centro un albero di olivo. Largo San Vito, spazio vuoto, con al centro un vaso posto da privati. Ancora, tempi recenti, lo steccato in piazzetta Padre Pio, in parte divelto. Probabilmente, da noi perdura, tramandandosi, un riscontro generazionale, spero minoritario, di fatti, azioni, comportamenti. I soggetti, vaganti notte tempo, intenti a spezzare interi rami di grossi alberi in piazza Beethoven, appartengono al ceppo genealogico, che violentava, distruggendo, quelle vasche, fontane, alla fine anni ottanta, inizio anni novanta del secolo scorso. Un albero ombreggiava di fronte alla pizzeria “ Mesciu Francu”; rimane il tronco massiccio, con l’ultimo ramo in attesa di essere divelto. C’è, tuttavia, una futura speranza di redenzione : gli spontanei, artistici cartelli, le frasi sgorgate dalla mente innocente, dal cuore di fanciulli e fanciulle, attaccate ai tronchi degli alberi , ancora presenti nella piazza, in tutta la loro bellezza. Splendide innocenti creature, brave maestre che hanno promosso l’iniziativa.

Un messaggio, invito alla maggioranza dei cittadini “ non morti viventi”. Andiamo in piazza Beethoven, commentiamo, ammiriamo i cartelli posti ai tronchi, siamo vivi, vigili con la presenza. Non ci spaventiamo di apparire a difesa del Bello, con la speranza di troncare la perversa catena di squallore, ignoranza, perversità di mente e spirito. Facciamo in modo che uno dei tantissimi giovani di sani principi, nell’assemblare il reportage di foto, non dica più rassegnato, “purtroppo, sono bravate, c’è poco da fare”.

P.S.

Vista di albero spezzato risaliente a venerdì mattina 11 luglio. Foto fatte nel pomeriggio alle ore 17,30, nel mentre, circa 30 giovani utilizzavano il prato quale campo sportivo. Un cane di grossa taglia a guinzaglio, intento ad espellere le feci sull’erba. Scena, spettacolo di ordinaria follia.

Lequile, 13 luglio 2014

VITO CARIGNANI

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